V EDIZIONE – AGOSTO 2004 MONTELEONE DI PUGLIA

Il piccolo ma ridente paese dell’Appennino Dauno, Monteleone di Puglia ha ospitato il V° premio Padre Pio da Pietrelcina, un motivo per incontrare personaggi noti e meno noti che con la loro testimonianza di vita potessero dar vita ad una giornata di ricordi e di riflessione. Era la cornice ideale e propizia per onorare il 50° di sacerdozio di due figli di questa terra: P. Marciano Morra e P. Angelo Colangelo, confratelli di Padre Pio, che con la loro vita hanno testimoniato e vivificato il Cristo povero e umile.

Sono circa le 18,00 quando i tanti ospiti facevano ingresso nella piazzetta dinanzi al comune. Nonostante la giornata afosa, Monteleone, con i suoi 800 metri circa d’altitudine, il paese situato più in alto dell’intera Puglia, regalava una temperatura dolce e soave che si intonava con i significati e le emozioni di questa indimenticabile giornata.

Dal piazzale Regina Margherita in corteo ci si recava nella Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista per partecipare alla Celebrazione Eucaristica e rendere lode e gloria a Dio.

Concelebrata dai tanti sacerdoti intervenuti, la S. Messa è stata presieduta da P. Marciano Morra, segretario generale dei Gruppi di Preghiera di Padre Pio, che ha tracciato la vera identità spirituale del santo di Pietrelcina e gli insegnamenti che ci ha lasciato a noi umoni che viviamo il mondo d’oggi.

Dopo la S. Messa il corteo si è portato in piazza per il momento del ricordo. La tromba della fanfara della polizia, intervenuta ad onorare la serata con la sua preziosa presenza, ha intonato, in un’atmosfera surreale il silenzio per rimembrare i caduti in guerra, tutti i caduti, e soprattutto quelli che mettono a repentaglio la propria vita per portare pace, solidarietà e amore a chi ne ha bisogno.

Dopo questo momento alto della manifestazione si è passati alla presentazione degli ospiti e all’assegnazione dei riconoscimenti, che non volevano significare affatto serata di gala e di celebrazione dell’effimero ma un arricchirsi delle testimonianze di uomini di buona volontà che si rendono strumenti delle grazie della divina provvidenza nei vari settori a cui vengono chiamati ad operare. Il riconoscimento di per sé non è un premio alla carriera ma uno sprone a continuare per la via che il Signore ha loro segnata e affidata.

In questo contesto di grande familiarità e cordialità la manifestazione ha regalato momenti di grande significato morale e spirituale sottolineato dal saluto del sindaco, Giovani Campese, a tutti gli intervenuti.

La prima sorpresa è proprio il sindaco che ce la regala donando a due figli illustri di Monteleone di Puglia, P. Marciano Morra e P. Angelo Colangelo, le chiavi del paese affidandolo alle loro preghiere e premure, soprattutto spirituali.

Un’altra grande sorpresa l’ha regalata P. Marciano Morra al suo paese natìo donando al parroco Don Orazio e alla intera comunità dauna una reliquia di Padre Pio, gelosamente custodita come un tesoro prezioso che si regala solo a chi veramente si vuole bene.

Lo stesso segretario generale poi ha raccontato un aneddoto che riguardava Padre Pio e Monteleone per sottolinearne la pur fugace connessione.

Ma andiamo con ordine, dopo il saluto del sindaco, come detto, la serata è stata coordinata e animata dal presentatore televisivo Francesco Vitulano, che nonostante mille difficoltà è riuscito a rendere la serata piacevole.

Dopo le già dette celebrazioni dei sacerdoti “padroni di casa”, si è iniziato a far salire sul palco gli ospiti. I religiosi ai quali il Sindaco e Monteleone hanno voluto omaggiare di un riconoscimento per la loro attività apostolica, pastorale e missionaria sono stati: padre Aldo Broccato, ministro della religiosa provincia cappuccina di S. Angelo e Padre Pio; padre Gerardo Saldutto, rappresentante legale della stessa provincia e ideatore e realizzatore del grande santuario di San Pio a San Giovanni Rotondo; padre Antonio Gambale, già parroco di Pietrelcina e attualmente guardiano di Gesualdo; mons. Giandomenico Ziliotto, responsabile delle missioni estere dei padri Scalabrini in Londra; mons. Antonio Colicelli, responsabile dell’Opera Romana Pellegrinaggi; padre Diodato Maria Fasano, parroco di Taurasi.

Tutti hanno dato testimonianza della loro intensa attività a cui sono stati chiamati e delle attese che ripone la gente nel loro operare.

Due splendide esecuzioni canore del soprano Angelica Sepe, che ha magistralmente cantato l’Ave Maria di Gounod dinanzi al Papa.

Il riconoscimento dato al senatore Carmelo Morra è scaturito dal cuore della comunità dauna, ha voluto significare un piccolo, forse effimero, segno di affetto e di gratitudine per l’interessamento e la vicinanza che riserva a queste bistratte zone dell’entroterra pugliese.

Liliana De Curtis, la figlia di Totò, ospite graditissima perchè foriera di tante iniziative culturali e sociali per continuare quello che era l’impegno caritativo del padre verso i più bisognosi. Il papà, come lei stessa ammette, era molto devoto di Padre Pio e provava profonda ammirazione per questa figura tutta dedita ad aiutare il prossimo. E anche Liliana quando si parla di Padre Pio non fa mancare mai il suo contributo fattivo e per questo si è voluta tributare a lei un riconoscimento sentito.

Il riconoscimento al dottor Giulio Siena, responsabile ufficio stampa e pubbliche relazioni Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo, è un vero e proprio ringraziamento per la disponibilità e la professionalità dimostrata nel propagandare l’opera terrena più importante posta in essere da Padre Pio.

Un tributo particolare e convinto da parte di tutta la comunità di Monteleone e della commissione del premio è andato al dottor Sandro Pisaniello, segretario  generale della Polizia di Stato (SIULP) e al maestro Marcello Faustino per aver regalato grandi emozioni nella serata grazie al dono della fanfara della Polizia di Stato.

Altro omaggio è andato al prof. Tonino Palma, presidente della comunità per recupero tossicodipendenti “Leo Amici” e al duca d’Otranto e Lipari, Francesco Maria Mariano, presidente dell’Istituto Araldico Internazionale, che, con la sua presenza, ha impersonato in simbiosi perfetta signorilità, eleganza e impegno concreto in attività di solidarietà, di moralità e socialità.

La socialità è la caratteristica essenziale del Ministero delle Pari Opportunità, di cui la dottoressa Piera Cattaneo è consigliera e membro della commissione Donne e Lavoro, a lei il riconoscimento per l’operosità e la generosità dimostrata nell’adempiere il proprio dovere dimostrando ad un tempo anche tanta disponibilità.

La premiazione si è conclusa con la consegna del riconoscimento a Claudia Koll per il suo impegno e contributo fattivo nel lottare contro i disagi che colpiscono molti bambini e adulti dei paesi più poveri. La Koll alle parole ha preferito la preghiera e la riflessione invitando tutti a recitare l’Ave Maria e leggere un brano del Vangelo di Matteo. Un momento emozionante che ha toccato il cuore della gente, giusto epilogo di una premiazione concepita per ricordare e riflettere.

Il concerto della fanfara della Polizia di Stato ha posto il suggello a questa serata, di per sé già magica, rendendola indimenticabile.