II EDIZIONE – GIUGNO 1999

E… venne il giorno del “Premio”.

Si comincia, il sipario orna, con i fiori e lo sguardo del beato Padre, il palco che sarà testimone silente dello spettacolo di un incontro.

L’incontro è voluto per omaggiare Padre Pio e per accogliere le gesta di volti noti e meno noti che hanno dato luce e calore all’uomo pellegrino su questa terra.

La manifestazione non vuole essere una serata di gala, ma un incontro fraterno per dare lustro alle sofferenze ed alla memoria dell’umile frate di Pietrelcina. Il riconoscimento ai premiati non è un punto di arrivo, ma un invito dell’uomo di Dio a far fruttificare i talenti che il Signore ha donato per divenire, grazie a questi tesori, nascosti o palesi, luce per se stessi e per il prossimo.

Il proposito della serata è dunque un rinnovato invito a ognuno a costruire la pace rendendoci strumenti docili nelle mani del Signore, vera pace e vera vita.

Non la pretesa di essere “oscar” ma evidenziare le cose belle che l’uomo di ieri, oggi e domani, vivendo nel mondo, porta all’attenzione del mondo. Solo rivolgendosi a Dio con le parole di Padre Pio: “Il mio passato, Signore, lo dono alla tua misericordia, il mio presente al tuo amore, il mio futuro alla tua provvidenza”, potremmo aprire il vero sipario della vita. La palma della vera gloria, d’altronde, è “serbata… a chi combatte da prode fino alla fine” seguendo l’esempio del beato che porta alla Via, Verità e Vita.

Hanno coordinato la serata il direttore Gianni Mozzilo e la redattrice Marianna Morante.

Il primo premiato della serata padre Gerardo Di Flumeri, vice-postulatore della causa di beatificazione di Padre Pio.

Il secondo premiato in ordine cronologico è Sergio Rendine, autore della splendida opera in onore di Padre Pio: Missa de Beatificazione, presentata in Vaticano, in aula Paolo VI la sera della beatificazione del Frate stigmatizzato.

Ritira il premio il presidente nazionale della SIAE Bideri, che ha collaborato alla realizzazione di quest’opera. “Sono io a ritirare il premio, perchè Sergio Rendine non è potuto essere qui per motivi di salute. Lo stress da parto lo ha costretto a letto per un lieve collasso. Lo stress è scaturito proprio dalla realizzazione di questa magnifica opera che è stata presentata il 2 maggio nella sala Paolo VI. Oltre ad essere autore di questa bella opera, Sergio era legato a Padre Pio da un rapporto di amicizia, il frate confidenzialmente lo chiamava il musico.”

Sul palco oltre a Bideri viene invitato tutto lo staff che ha collaborato alla realizzazione e alla messa in onda dell’opera; Franco Zimei, che è stato l’autore dei testi, “Ringrazio innanzitutto l’organizzazione per questo riconoscimento. I testi di detta opera che si è voluta premiare, scritti da me, sono nati come una interpolazione del materiale liturgico musicale della Messa, così detto binarium, un pò alla maniera medioevale, quando si usava dropare, questo è il termine tecnico, le parti vocali con altri elementi che potevano avere anche il carattere agiografico. Io direi che è stata un’esperienza di una profondità incredibile, nella quale si è sentito spesso aleggiare l’animo e lo spirito di Padre Pio. Personalmente devo ringraziare Sergio Rendine, per questa esperienza e attraverso lui il beato Padre Pio e tutti quelli che hanno collaborato alla riuscita di quest’opera.”; il dott. Uricuia vice-presidente di RAI international e autore della veglia in onore di Padre Pio: “Era un debito che aveva verso Padre Pio, quello di dare un pò di serio spazio televisivo ed è stato subito un grande successo, non solo di audience.”; il dott. Enrico Castiglione, organizzatore del festival di Pasqua che ha trovato il suo epilogo nell’opera della “Missa de Beatificazione”  il 2 maggio: “Non potevamo concludere meglio questa ormai tradizionale manifestazione del festival di Pasqua. Il successo è stato grande sia televisivo, sia di critica che di partecipazione, in sala Paolo VI vi erano più di 10.000 persone.”.

Il premio Padre Pio da Pietrelcina “Papà Grazio e mamma Peppa” alla famiglia Laveroni di Stezzano provincia di Alessandria, impegnati nel sociale hanno messo su con grandi sforzi e sacrifici una casa famiglia, adottando bimbi bisognosi e sofferenti.

Dopo la famiglia Laveroni che ha fatto commuovere tutti, il baritono Nino Surano ci ha proposto un brano dedicato a Padre Pio dal titolo “Stimmate”, estratto dal CD che il cantante ha voluto dedicare interamente al frate di Pietrelcina.

Il ricordo delle stimmate ci riportano alla premiazione di Mario Trematore, il vigile del fuoco che salvò la Sacra Sindone dalle fiamme.

Anche all’arma della Aeronautica Militare Italiana è stato dato il premio per tutto quanto concerne l’azione di pace e non di guerra, nell’aiutare le popolazioni disagiate. Si è voluto ricordare, in particolare, la tragedia di Sarno e Quindici, in cui l’Aeronautica si è prodigata attivamente nell’opera di salvataggio e di evacuamento dalle zone disastrate.

Ritira il premio il generale Andrea Fornasiero, capo di stato maggiore: “Sono lusingato, ma soprattutto commosso, perchè si è voluto avvicinare il lavoro dei ragazzi dell’Aeronautica Militare alla figura di Padre Pio mi fa accapponare la pelle, ma ciò ci sprona a continuare a lavorare sempre più in alto, sotto la protezione della Vergine Lauretana e anche di Padre Pio, nel campo della fratellanza e della solidarietà tra le genti e soprattutto per la pace tra i popoli”.

Altro riconoscimento viene conferito al direttore sportivo della Juventus, Luciano Moggi, perchè senza renderlo palese si prodiga molto per i bisognosi e perchè pur senza proclami pubblici si sente molto attratto dalla figura di Padre Pio.

Il premio viene conferito a uno dei più grossi scrittori contemporanei, Alberto Bevilacqua. Tanti gli scritti, soprattutto romanzi, che hanno fatto sognare e vivere emozioni, tante poesie di cui una dedicata al frate di Pietrelcina, “Padre Pio, Padre mio…”, pubblicata nella nostra rivista nel mese di maggio e decantata egregiamente dalla voce della serata Enzo Filosa. Padre Pio è stato sempre un punto di riferimento del Bevilacqua nei suoi ragionamenti e nelle sue ricerche laiche sulla fede ecco perchè ci dice: “E’ strano perchè non è attraverso la letteratura che ho avuto il primo contatto con Padre Pio, tanti e tanti anni fa, nel momento forse migliore dei miei studi, che non sono stati di letteratura ma di astrofisica. Cioè il regno dei Cieli, di cui parla Gesù Cristo, mi ha portato a vedere la realtà della fede, perchè la fede ha una grande realtà, dall’altra parte, dall’alto. Mi chiedo come mai nelle scuole non si insegni dove, noi tutti, Padre Pio in testa, viviamo: in un cosmo. L’interesse per la figura di Padre Pio mi è nata in quanto, è arduo spiegarlo, la capacità di polarizzare all’interno del corpo, la grande scoperta cristiana del corpo come fusione della fede è di Padre Pio. E in Padre Pio avviene la possibilità di incorporare dei poteri che l’uomo aveva all’inizio della sua apparizione e che poi sono scomparsi. Polarizzai la mia attenzione su questa capacità di miracolo che è l’assimilazione di forze che il mistero della fede nell’universo concede a particolari creature che hanno una intensità psichica, una tale intensità della propria volontà, un tale carattere nell’esercizio della fede da divenire delle particelle attive in un mondo molto più vasto del nostro.

Il mio incontro con Padre Pio si può dire è avvenuto su quel filo che riprende il titolo di un mio libro: sorrisi dal mistero. Credo che Padre Pio meriti molte parole, molti elogi, ma anche molto silenzio che parla dal suo interno, in un momento in cui noi, forse, parliamo anche troppo. Quel silenzio con cui si ricorda su un campo di gioco l’amico scomparso, quel silenzio che si prova dopo aver ascoltato una poesia che ci ha toccato oppure di fronte a una sequenza cinematografica, l’amico Zeffirelli lo sa bene, che ci dona un’emozione che viene da molto lontano. Concordo con Zeffirelli che, prima di entrare, confidenzialmente, mi ha detto c’è un’atmosfera strana. Ed è un’atmosfera che mi porta, ripeto, ai miei studi di allora quando avevo l’emozione di incontrare Padre Pio, in questo grande cerchio che unisce l’universo a questa piccola entità che è l’uomo”.

E’ uno dei momenti topici della serata, dopo Bevilacqua è la volta della signora Idina Gardini, premiata e scelta quale madrina del premio. Dopo aver ritirato il premio, alle sollecitazioni per far dire delle impressioni del momento, la signora del premio risponde con un silenzio commosso, un silenzio, per dirlo alla Bevilacqua, che parla dal di dentro ed esprime più che le parole ciò che si vuole dire.

E’ la volta del maestro del cinema, colui che ha attualizzato, attraverso le immagini, la storia di Gesù e di S. Francesco: Franco Zeffirelli. Interrompe la lettura del curriculum e dice: “Non serve a niente quello che abbiamo fatto, ma quello che dobbiamo fare. Questa serata avrei voluto non finisse mai, anche perchè abbiamo su di noi un peso, una cappa spirituale che ho avvertito arrivando qua. Eppure non vi è niente di evocativo che ti prepara a volare nello spirito così come in Assisi, ad esempio, qui, a mio avviso, c’è lo Spirito puro, c’è qualcosa di grandioso, che si sente sulla pelle ma che è difficile descriverlo a parole.

Io sento in Padre Pio un’eccezionale tramite, uno straordinario fratello. Tutti siamo creati con lo stesso tesoro dello Spirito da Dio Padre, è dell’uso che ne facciamo dopo, di questo tesoro, che ci differenzia. Padre Pio non ha perso occasione per fare diventare questo tesoro una grandezza spirituale e la sua missione ci ricorda di questa ricchezza che ognuno di noi possiede e invita tutti noi a farne buon uso di questo tesoro nascosto.

Viviamo troppo strangolati dagli interessi materiali, e d’altra parte è fatale siamo di carne, siamo uomini con le proprie debolezze, la stessa materia, spesso, ci impone delle regole futili. Ma consci di queste debolezze mai ci dobbiamo dimenticare di questo piccolo tesoro che ci è stato affidato. Noi ne faremo un uso modesto, Padre Pio ne ha fatto uno spettacolo grandioso che durerà nei secoli. La storia di Padre Pio, non deve finire qui, non può finire perché quest’uomo è proiettato per l’eternità, per quelli che verranno, spetta a noi comunicare a loro quello che abbiamo sentito da vicino e quello che dovranno ereditare”. Vien chiesto a Zeffirelli perchè non fare un film su Padre Pio. “A parte la difficoltà tecnica, penso che le immagini svilirebbero la vera opera apostolica e la vita di questo frate. La storia di Padre Pio è davvero meravigliosa di un uomo umile che ha fatto tesoro di quello che aveva ricevuto dal Signore e lo ha portato alle più alte vette incandescenti, non aspetta il cinema per essere glorificato”. Dopo uno scrosciante applauso che accompagna Zeffirelli, il Ministro Provinciale padre Paolo Cuvino si congeda dicendo: “Mi complimento con l’organizzazione e li ringrazio per avermi fatto vivere questa serata che mi ha arricchito profondamente per le tante testimonianze di tutti. In particolare mi hanno colpito due quella della famiglia Laveroni e della signora Idina. Testimonianze che dicono germe di bene, segni, tracce di vita, di amore, di speranza.