I EDIZIONE – 30 MAGGIO 1998

Sabato 30 maggio 1998 rappresenta la data d’inizio dell’istituzione del premio Padre Pio da Pietrelcina consegnato nelle mani di personalità del mondo della cultura, della scienza e dell’arte che sono in qualche modo testimoni nel mondo dell’opera, della santità, dell’amore di Padre Pio da Pietrelcina e del loro incontro con il frate delle stimmate.

I giornalisti RAI, Pasquale De Angelis e Floriana Mastandrea hanno presentato la serata. Non è mancata la presenza di Mediaset, con le telecamere di “Verissimo”, la popolare trasmissione di Canale 5.

I premiati:

S. Emin. Cardinale Francesco Colasuonno

S. Ecc. Mons. Liberio Andreatta

Francesco Gentile, pittore abruzzese, miracolosamente ispirato da Padre Pio

Elia Stelluto, fotografo ufficiale di Padre Pio, che, quando ancora non esistevano le pellicole ad alta sensibilità, riusciva a fotografare in chiesa il frate senza l’uso del flash, strumento che Padre Pio assolutamente non voleva che fosse usato durante la celebrazione della S. Messa.

L’ospedale “Casa Sollievo della Sofferenza”, nella persona del dott. Alberto Siena, voluto da Padre Pio per alleviare le sofferenze anche interiori dei malati.

La casa editrice Mondadori, con il direttore generale, dott. Mario Garavaglia, per le pubblicazioni dedicate al Frate delle stimmate.

Per la scienza, il prof. Giulio Tarro, ricercatore, virologo di fama internazionale; il prof. Manfredi Saginario, neurologo; il celebre scienziato Antonino Zichichi, che impossibilitato a venire, ha mandato un suo contributo filmato.

L’attrice Lisa Gastoni

I giornalisti: Renzo Allegri, scrittore di best seller su Padre Pio, e Sergio Zavoli, noto giornalista e scrittore RAI, che ha rilasciato una bellissima testimonianza.

L’attore Lino Banfi, artefice, tra l’altro, di una diretta RAI per Check Up, dove fin dall’inizio ha presentato il premio.

Gli artisti della canzone napoletana: Nunzio Gallo, che ha piacevolmente coinvolto tutti gli spettatori cantando “Mamma”, la canzone preferita da Padre Pio; il famosissimo Roberto Murolo, con un canto dedicato alla Madonna, “Ave Maria, dolce Maria”, composto da Giovanna Pucciarelli; il chitarrista Espedito De Marino, che ha fatto vibrare la platea esibendosi con un brano da lui composto intitolato “Preghiera a Padre Pio”; e la voce possente del cantante Mario Maglione con un “Ave Maria” da lui composta per la Madonna dei pescatori.

Tutti hanno testimoniato il loro incontro con Padre Pio nella loro vita, il loro amore per lui, la loro fede.

Particolarmente toccante la testimonianza di Sergio Zavoli che così si è espresso a proposito della fede, raccontando il suo primo incontro con la figura di Cristo, l’ “Uomo dalle braccia larghe”, l’uomo della Croce, negli anni della sua infanzia e della sua adolescenza.

Di fronte a questa figura ed ai sentimenti che allora suscitava nel proprio animo, di fronte alla contraddizione del contesto in cui viveva, un modo di vivere in cui le manifestazioni di fede, di misticismo, contrastavano con il mondo reale, ed ai turbamenti che queste cose producevano nella sua mente e nel suo cuore, chiese, allora, ed era una preghiera, il dono di “non avere fede”.

Le vicende della sua vita, e immaginiamo quale può essere stata la vita di un giornalista del suo calibro, gli hanno fatto conoscere anche la sofferenza personale a causa di un grave incidente automobilistico, dopo il quale, in fase di accertamenti gli è stata fatta una diagnosi, rivelatasi poi errata, di cancro.

Era una sentenza di morte quasi certa che ha scatenato nel suo animo ogni sorta di pensieri, di riflessioni circa la Croce, il Cristo, le problematiche esistenziali tra credere e non credere. Questi avvenimenti, quando è stato convocato sul palco a Pietrelcina per ricevere il premio, gli hanno suggerito, interrogato sul tema della fede, queste parole: “In segno di cosa siamo tutti uniti? Della condivisione. Cioè dell’essere tutti quanti uguali nel dolore e nella sofferenza. E allora, in occasione di quell’incidente, mi riconfermai l’idea che la fede, che probabilmente avevo chiesto di non avere, si rifaceva viva dopo un lungo viaggio in una forma finalmente sempre geniale. Capivo cioè che non potevo sottrarmi a qualcosa che mi diceva: “Tu fai parte dell’umanità. A te tocca quello che è toccato agli altri. Devi prendere la tua parte di dolore e portarla a tua volta ai piedi della Croce”.

Quando ho saputo che mi davate questo premio, mi sono chiesto ma perchè me lo danno? Io per Padre Pio non ho fatto proprio nulla! Ho fatto sì la prefazione di un libro, parlando di lui anche con una sorta di millanteria, anche perchè non l’ho mai conosciuto, non l’ho frequentato. Ho letto di lui, in verità, e l’ho trovato una figura così straordinaria di fronte alla quale non ho l’ardire di dire assolutamente nulla. Penso alle sue mani. Ecco, le sue mani sono il momento della massima commozione, che mi prende quando lo penso. Non perchè sia l’uomo che aveva le stimmate. E’ una cosa che a sua volta condivideva con tanti altri, ma m’è parso che le stimmate di questo frate coincidessero così tanto con i chiodi di Gesù che, sin da quel momento, l’ho sentito come un fratello, un padre, se volete, ma, comunque, uno di noi. E allora, vivendo questa vita così difficile, così controversa, così piena di cose straordinarie, qualche volta, per la verità, almeno, dolorose. Ed è forse per questo che noi non siamo così felici, forse perchè sentiamo che l’intelligenza che riusciamo a sprigionare non produce tutto ciò che, tuttavia, siamo in grado di fare. E allora, dentro questa malinconia, mi si affaccia ogni tanto l’idea di quell’uomo dalle braccia larghe che, comunque, è lì pronto ad abbracciarci tutti quanti ed è per questo che mi pare ci si debba disporre la vita come raccomandava S. Agostino. E’ vero che i tempi sono difficili, le prove da superare sono dure, ma abbiamo due pericoli dai quali dobbiamo egualmente guardarci: dalla disperazione senza scampo e dalla speranza senza fondamento. Ecco, voi questa sera con questo dono, che avete la bontà di offrirmi, siete un fondamento di quella speranza, almeno per me. Vi ringrazio molto!”

E’ stata questa una delle più belle testimonianze ed è stata, certamente, una testimonianza di fede.

Ma anche dal mondo della scienza, attraverso le parole dell’illustre ricercatore, il prof. Giulio Tarro, è venuta una testimonianza di fede: “La scienza non può prescindere dalla fede, dalla preghiera a Dio, affinché ci illumini con la Sua luce!”

Ed accanto agli uomini di cultura hanno dato testimonianza della loro fede e del loro amore a Padre Pio, gli uomini del Teatro e della canzone.

L’attore Lino Banfi, che commosso, ha raccontato il suo incontro con Padre Pio avvenuto qui a Pietrelcina in un momento di particolare sconforto, attraverso le parole di un vecchio sconosciuto che lo hanno incoraggiato ad andare avanti nei suoi progetti di lavoro. L’attrice Lisa Gastoni che ha letto un passo di un suo libro dove narra l’incontro con il frate “guerriero”.

E che dire dei momenti di spettacolo magistralmente eseguiti dei noti cantanti che si sono esibiti: da Murolo a Nunzio Gallo, Espedito De Marino, Mario Maglione. Il pubblico ha applaudito con entusiasmo ed affetto questi artisti alzandosi addirittura in piedi.

Tanti gli interventi e le presenze di altissimo rilievo, come S. Ecc. Mons. Accogli, il vicario provinciale Padre Paolo Cuvino, il prefetto ed il questore, il sindaco di Benevento e dei paesi limitrofi, gli onorevoli della Repubblica, le autorità militari, tutti riuniti in un incontro fraterno per rendere omaggio al venerabile Frate.